NORMATIVE      DEFIBRILLATORI

Principali direttive sull'utilizzo dei
Defibrillatori Automatici Esterni

PRINCIPALI NORMATIVE SULL'UTILIZZO DEI DEFIBRILLATORI 

Il seguente è un breve testo informativo sulle direttive più rilevanti in riferimento ai Defibrillatori Automatici Esterni. L'obiettivo è quello di esporre le Normative più importanti per fare chiarezza in un ambito di Leggi e Decreti completti ed in continua evoluzione. L’argomento è sempre di maggiore attualità visti i recenti tristi casi di cronaca che hanno promosso lo sviluppo di un iter normativo in materia.

I Defibrillatori si dividono principalmente in due grandi categorie: Defibrillatori Manuali ed Automatici Esterni. I Defibrillatori Manuali sono utilizzabili solo da un medico che, una volta accertata la condizione del paziente tramite diagnosi, seleziona personalmente l'energia da usare nella scarica. Con l’espressione “Defibrillatore Automatico Esterno (DAE)” ci si riferisce invece, ad un sistema di analisi del ritmo cardiaco, in grado di indicare al Soccorritore se la scossa salvavita sia necessaria o meno e ad un sistema di caricamento automatico. I Defibrillatori Semiautomatici sono stati ideati per personale adeguatamente addestrato a cui però non è richiesto l’onere della diagnosi elettrocardiografica; questa, infatti, viene svolta automaticamente dall’apparecchio che invia un messaggio visivo e sonoro. I Defibrillatori Automatici sono simili a quelli Semiautomatici con la differenza tecnica che sono dotati solo del tasto di accensione ed erogano in automatico lo shock, quando necessario.

Di seguito riportiamo brevi stralci delle normative più rilevanti in merito all’utilizzo dei Defibrillatori:

  • Legge n. 120 del 3 Aprile 2001. Questa direttiva permette, ad operatori adeguatamente formati, di utilizzare il Defibrillatore in sede extra ospedaliera. 
  • Art. 7 comma 11, del D.L. n. 158 del 13 Settembre 2012 (convertito nella Legge n. 189 dell’8 Novembre 2012). In questo articolo del D.L. n. 158, conosciuto come “Decreto Balduzzi”, si stabilisce l’obbligo di idonea certificazione medica per gli atleti. Vengono inoltre varate le Linee Guida per l’effettuazione di controlli sanitari sui praticanti e per la dotazione e l’impiego, da parte di società sportive sia professionistiche che dilettantistiche, di Defibrillatori Automatici e di eventuali altri dispositivi salvavita.
  • Decreto 24 Aprile 2013 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 Luglio 2013). Questo provvedimento  (in attuazione dell’art. 7, comma 11, del Decreto Legge 13 Settembre 2012, n. 158), chiarisce le differenze tra attività amatoriale ed attività sportiva non agonistica e le tempistiche con cui le società devono dotarsi del Defibrillatore. In particolare, le società professionistiche devono attuare la disposizione entro 6 mesi dall'entrata in vigore del presente Decreto, mentre le società dilettantistiche dispongono di 30 mesi per adeguarsi.
    Nell’allegato E del Decreto vengono tracciate le Linee Guida che regolano i vari aspetti relativi alla dotazione del Defibrillatore. Vengono stabiliti, ad esempio, il posizionamento (ad una distanza da ogni punto dell'impianto percorribile in un tempo utile per garantire l'efficacia dell'intervento), il tipo (i DAE devono essere marcati CE, come dispositivi medici ai sensi della vigente normativa comunitaria e nazionale), la manutenzione e la segnaletica. La batteria deve avere carica sufficiente a garantirne il funzionamento; le piastre adesive devono essere sostituite alla scadenza e deve essere identificato un referente incaricato di verificarne regolarmente l'operatività. Tutti i soggetti che sono tenuti o che intendono dotarsi di DAE devono darne comunicazione alla Centrale Operativa 118 territorialmente competente, specificando il numero di apparecchi, la loro dislocazione e l'elenco degli operatori in possesso dell’attestato che ne permette l’utilizzo. Ai fini della Formazione del personale è opportuno individuare i soggetti che all'interno dell'impianto sportivo, per disponibilità, presenza temporale nell'impianto e presunta attitudine, appaiono più idonei a svolgere il compito di First Responder. I Corsi di Formazione metteranno in condizione il personale di utilizzare in sicurezza i DAE e comprendono l'addestramento teorico-pratico alle manovre di BLS D (Basic Life Support and Defibrillation), se necessario anche pediatrico. La Formazione deve essere dispensata sotto la responsabilità di un medico ed i candidati, prima di conseguire l'attestato finale, devono sottoporsi ad una prova pratica che ne valuti la preparazione. I corsi devono essere effettuati da Centri accreditati dalle Regioni, sentiti i Comitati Tecnici Regionali per l'Emergenza, secondo specifici criteri e sono svolti in conformità alle Linee Guida Nazionali del 2003 così come integrate dal D.M. 18 Marzo 2011. Quest’ultimo testo, oltre a definire le modalità di Formazione all’uso del DAE, promuove la realizzazione di Programmi Regionali per la loro diffusione e il loro utilizzo.
CATENA DELLA SOPRAVVIVENZA

Di seguito riportiamo i provvedimenti più significativi, relativi alla Regione Veneto.

Il Decreto della Giunta Regionale n. 2068 del 19 Novembre 2013 si basa sulle delibere n. 619 del 22 Marzo 2002 e n. 1425 del 15 Maggio 2007 (che avviavano, rispettivamente, la prima e la seconda fase del progetto di diffusione dei Defibrillatori in Regione) e sul Decreto Ministeriale del 18 Marzo 2011. Con questo testo vengono approvate le modalità di diffusione e utilizzo dei DAE in Regione.

La Delibera della Giunta Regionale del Veneto n. 4282 del 29 Dicembre 2009, "Regolamento per la gestione del DAE in ambito extra-ospedaliero",  si riferisce alla Formazione e all’autorizzazione all’impiego dei DAE, alla loro gestione ed al monitoraggio della rete. Nell’Allegato A, si chiarisce che l'autorizzazione ha validità annuale e può essere rinnovata tramite la frequenza del corso di retraining.

La Direzione dei Servizi Sanitari, su proposta del CREU (Coordinamento Regionale Emergenza Urgenza) e sulla base delle Linee Guida Internazionali (e dei dati presenti in letteratura) può disporre, con Decreto del Dirigente Regionale, l'estensione della durata delle autorizzazioni sino ad un massimo di due anni. In Veneto, dopo circa tre anni dal DGRV n. 4282 del 2009, con Decreto n. 98 del 9 Luglio 2012, la durata della validità dell’autorizzazione è prorogata da 12 a 24 mesi dal rilascio o dall’ultimo rinnovo. Infine, le tempistiche con cui le società sportive venete devono dotarsi di un defibrillatore sono quelle riportate nel Decreto del 24 Aprile 2013.

 

 

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